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L’imprenditrice delle madri: “Il mio sogno parla italiano”

Veneziana, classe ’77, padre impiegato al porto in Laguna, madre dipendente di un albergo. Martina nasce in una “famiglia semplice, come tante altre”. Studia, lavora, diventa imprenditrice. E oggi dice:

"I giovani italiani sono lasciati completamente da soli nelle decisioni e nelle scelte che cambieranno il loro futuro."

Martina Monaco può parlare così perché fin da ragazza ha cercato di inquadrare il difficile rapporto giovani-lavoro. Già dalla tesi di laurea in psicologia, presentata su un sistema di selezione dei curriculum vitae tramite motori di ricerca semantici. O durante il suo primo impiego, in un’agenzia di lavoro interinale. Poi ha trovato un’idea e l’ha messa in Rete, azzeccando un bisogno da intercettare tra le donne italiane: Sitterlandia.it, un servizio “trova-babysitter” online.

In Italia non c’è spazio per l’innovazione. C’è totale assenza di tecnologie per le selezioni in ingresso sul mercato del lavoro, e inesistente voglia di migliorare e investire da parte di chi comanda. Anche crearsi delle occasioni non è facile. Troppa burocrazia e costi elevati per le infrastrutture di rete, per esempio: una semplice linea adsl qui ha tariffe tra le più alte al mondo, ma la velocità è tra le più basse”.

Come tanti coetanei, era perseguitata dalla tentazione di andarsene.

"Scappare all’estero è la via più facile, la più immediata per realizzare i propri sogni. Ma purtroppo per me, il mio sogno parla italiano."

Così, per restare nonostante gli ostacoli, inventa un portale per le giovani madri. “Volevo creare uno strumento online in grado migliorare la condizione sociale delle donne che troppo spesso rinunciano alla carriera professionale perché non trovano un aiuto giusto in casa. In Italia chiunque può fare babysitting, non è facile selezionare. I vecchi metodi come il passaparola e le bacheche non sono più attendibili, anche online. Per alcuni lavoratori c’è addirittura rischio di stalking: vanno tutelati”.

I primi “sondaggi” tra mamme, li aveva fatti alle feste di addio al nubilato. Donne all’improvviso scatenate soltanto per essere finalmente libere dagli impegni quotidiani: “Sono persone che non hanno spazi per sè. Spesso è perché desistono nella ricerca di una babysitter e tutto ricade sulle loro spalle”. L’idea ha tutto per funzionare. Offerta e domanda elevate, mancava solo uno strumento per mettere in relazione famiglie e lavoratori. Con lo sviluppatore Andrea Apollonio, nasce il portale del babysitting. Una piattaforma per indirizzare le famiglie verso una figura personalizzata in linea con le varie esigenze. “La ricerca dura in media dieci giorni. Non solo babysitter ma anche badanti, infermieri, colf, custodi, maggiordomi, petsitter, dogwalker e addestratori e insegnanti di ripetizione”.

Insomma, lei ce l’ha fatta E conscendo sia il mondo del lavoro sia quello dell’impresa, in tempi di crisi, ha consiglio per i giovani:

"L’imprenditore è un “distruttore creativo” e l’imprenditorialità è un processo basato sulla discontinuità piuttosto che sull’equilibrio, e sulla capacità di mettere insieme le risorse (capitali, persone, relazioni) necessarie per fare business."

Con questa citazione di Schumpeter, la giovane imprenditrice sintetizza quello che, per lei, i giovani devono imparare: “Creare una discontinuità con l’equilibrio esistente, costruendo bisogni attraverso altri bisogni. Servono creatività, idee, fantasia. Unendo le forze con altri per lottare verso obiettivi comuni. I giovani non devono arrendersi, ma capire che hanno le energie per cambiare loro e il mondo che li circonda. Demotivarsi e lamentarsi serve solo a creare la paura. Io prima di poter concretizzare il mio sogno ho dovuto combattere, ma con determinazione sono riuscita a rendere tutto ciò reale”.