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Mary Poppins costa più cara: baby sitter molto richieste anche per l’effetto no-vax

Pur con tutti i benefici del dubbio sull’attendibilità statistica della rilevazione, le cifre e la realtà sono queste: evidenziano un problema reale di “caregiver” nelle famiglie (in questo caso dei bambini); il “lavoro” di baby sitter non è quasi mai regolare (la selezione avviene spesso sul passa parola, molte sono studentesse che guadagnano così “argent de poche”), ma andrebbero contrattualizzate - specie se tate a tempo pieno - come collaboratrici familiari. In questi giorni, poi, di fine ferie e ripresa delle attività le richieste sono in aumento anche per l’effetto “no vax”. Lo conferma Andrea Apollonio, ceo e co-fondatore con Martina Monaco di Sitterlandia, esperienza nata sei anni fa a Padova: «Ci sono molti genitori che non hanno vaccinato i figli e che stanno cercando qualcuno che adesso guardi i bambini che non possono accedere all’asilo – spiega –. Noi cerchiamo di proporci non solo come bacheca virtuale, ma personalizzando e verificando la selezione. Molto interessanti le convenzioni di welfare aziendale, in cui diverse società, spesso multinazionali, attivano il nostro servizio in convenzione per conto dei dipendenti: in alcune realtà c’è stato un crollo delle assenze per malattia di quasi il 60 per cento».